19Set-2017

Assemblea Federacciai: infrastrutture, sfide globali e difesa della manifattura

L’acciaio è e sarà un protagonista indiscusso dell’economia italiana. Davanti a sé il comparto manifatturiero siderurgico nazionale vede sfide imponenti da affrontare col supporto istituzionale nell’interesse economico, sociale ed ambientale del Paese.

Passa attraverso questi temi l’assemblea annuale di Federacciai che si è tenuta ieri pomeriggio a Milano con gli interventi del presidente di Ferderacciai, Antonio Gozzi, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, del leader di Confindustria Vincenzo Boccia, del presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani e dell`assessore allo Sviluppo Economico del Pirellone Mauro Parolini.

Gozzi non ha usato mezzi termini muovendo un pressing su più fronti, nella convinzione che «è nell`industria il futuro dell’Italia». In questa prospettiva, la siderurgia – dopo gli sforzi compiuti per innovazione e protezione ambientale – può continuare a «essere protagonista», anche perché il comparto, il secondo in Europa dopo quello tedesco, è stato difeso «nel suo onore».

E la relazione non manca di evidenziare i nodi ancora da sciogliere. Incognite pesano sull’acciaio (e non solo) che deve scontare anche performance deboli del settore delle costruzioni, in particolare dell`edilizia non residenziale. «Un grande Paese industriale non può vivere di solo export», ha detto Gozzi ribadendo il sostegno «a una visione di politica economica volta alla crescita, in particolare della domanda interna. Purtroppo – ha aggiunto – c`è un grave ritardo nella realizzazione di infrastrutture, materiali e immateriali, che si sta accumulando e in prospettiva rischia di compromettere la competitività generale».

Scarica la relazione del Presidente di Federacciai, Antonio Gozzi
Guarda i video degli interventi (Gozzi, Boschi, Boccia, Tajani, Parolini, Fortis)

Tra i temi che mostrano un volto anti-impresa anche quello delle sanzioni Antitrust ai produttori italiani di tondo per cemento armato, un «teorema cervellotico, privo di qualunque riscontro effettuale, contro il quale ha ribadito Gozzi – le imprese si difenderanno davanti al Giudice Amministrativo, convinte che la verità dei fatti finalmente sarà riconosciuta». «Il fatto sconvolgente degli ultimi mesi – ha aggiunto – è che l’Autorità Antitrust ha considerato la partecipazione delle imprese agli Osservatori dei prezzi del prodotto finito delle Camere di Commercio (una partecipazione istituzionale, pubblica e dovuta per legge) come una prova della costituzione di un cartello e ha pesantemente sanzionato le imprese stesse».

Sulla stessa lunghezza d’onda Giuseppe Pasini, presidente del Gruppo Feralpi e past president di Federacciai, che ai margini dell’assemblea ha dichiarato che «stiamo preparando il ricorso al TAR ed abbiamo fiducia di poterlo vincere perché le sanzioni sono inaccettabili e incomprensibili: le aziende partecipano ad una commissione camerale. Inoltre, non si è tenuto conto delle nostre osservazioni. In questa situazione non possiamo dire di poter contare sulla certezza del diritto che dovrebbe caratterizzare un Paese civile».

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