21giu-2018

“Sport e legalità”, il CONI premia Feralpisalò

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Ancora una giornata da incorniciare per Feralpisalò. Questa volta per meriti che vanno ben oltre il posizionamento in classifica. Ieri la società presieduta da Giuseppe Pasini ha ricevuto il Premio “Sport e Legalità” durante l’evento che si è svolto presso la Sala Giunta del CONI a Roma. I lavori sono stati presieduti dal Dott. Francesco Ghirelli, presidente del Premio, e moderati dal giornalista Marino Bartoletti. Erano presenti anche il Presidente della Lega Pro Gabriele Gravina e il vicepresidente dell’UEFA Giancarlo Abete.
«Il calcio è innanzitutto qualcosa che unisce» – ha ricordato Pasini aprendo la propria lectio magistralis” dopo l’introduzione fatta dal prof. Achille Fornasini dell’Università di Brescia.

«Il territorio – ha voluto sottolineare il presidente – è stato uno dei cardini della nostra attività. Uno dei punti fermi in tutto quello che già il Gruppo Feralpi ha voluto tracciare nel suo ramo di impresa, e che è stata in seguito trasferita al mondo sportivo. Al mondo del calcio. Nell’anima del Club non ci sono Salò e Lonato del Garda, ma si racchiude il territorio di tutto il Garda bresciano. Un bacino di quasi 100mila persone che dalla Valsabbia alle rive di Desenzano è al centro dei nostri progetti sportivi ed extra-sportivi».
Una delle mission è sempre stata chiara. E ne parla apertamente, condividendo i meriti con chi si impegna direttamente sul campo. «Trasmettere valori è quanto di più importante possa fare una società sportiva. Ce n’è tanto bisogno. E non può essere un lavoro che fa un Presidente. Certo, si può dettare una linea, ma questa linea deve essere seguita, supportata. E soprattutto condivisa. Anche in questo caso l’aspetto della condivisione è fondamentale».

Il Presidente Pasini, nell’ambito del suo discorso, spiega anche cosa spinge la Feralpisalò a stabilire un percorso non solo sportivo ma anche di formazione valoriale: «Non tutti diventeranno calciatori, ma tutti diventeranno uomini. E proprio da questa convinzione abbiamo tracciato una linea. Un percorso che possa permettere ai nostri ragazzi non solo di potersi esprimere nel modo migliore, all’interno di strutture adeguate alla loro maturazione sportiva, ma anche di crescere nell’ambito della propria personalità. Coltivare questi valori è un altro modo per restituire qualcosa di concreto a un territorio che ci supporta».

Uno dei progetti che ha catalizzato l’attenzione, tale da concorrere in misura importante nell’assegnazione del Premio “Sport e Legalità” è stato “Senza di me che gioco è?”, ovvero la scuola calcio dedicata a bambini e ragazzi con disabilità. Di questo ha parlato Isabella Manfredi, vicepresidente e supervisor del progetto, che nell’occasione ha ribadito qual è stata l’idea di origine che ha mosso la Feralpisalò:
«La Feralpisalò ha voluto estendere il suo ramo di attività e aprirsi anche in favore di tutti quei ragazzi a cui la vita e la natura hanno riservato abilità diverse. Abilità che si pensava non permettessero loro di andare a giocare a calcio e di vestire una maglia ufficiale, non di quelle acquistate nello store del Club, ma con il pieno valore dell’essere rappresentativo di quei colori. Abbiamo abbattuto questa barriera. Non architettonica, ma di sostanza e di concetto. Perché lo sport è una sfida, che si traduce spesso in un ostacolo da superare, ma è tutto fuorché divisione o impedimento».

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