10gen-2018

Conciliare scuola, lavoro e occupazione? Una risposta in tre lettere: ITS

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76% e anche di più. È il tasso di inserimento medio degli studenti che, in Lombardia, hanno frequentato gli istituti tecnici. Basta questo dato, in un periodo in cui l’occupazione è sempre più la variabile dello sviluppo economico e sociale, a far capire l’importanza dei percorsi di formazione tecnici. Nel caso della formazione in ambito meccattronico, la percentuale sale dritta fino all’88%.

Se ne è parlato ieri a Lonato del Garda all’IIS Cerebotani (con cui Feralpi collabora già da molti anni) durante la tavola rotonda “Presente e futuro degli ITS” imperniata sugli Istituti tecnici superiori ITS intesi come risposta al mercato in chiave smart e sempre più in linea tanto con l’innovazione quando con la richiesta delle aziende.

Sono intervenuti Valentina Aprea (assessore all’Istruzione del Pirellone), Maria Stella Gelmini (parlamentare di FI), il sindaco di Lonato del Garda Roberto Tardani, Vincenzo Falco (dirigente scolastico del Cerebotani), Raffaele Crippa (direttore della Fondazione Its Lombardia Meccatronica), Monica Poggio (presidente della Fondazione Its Lombardia) e Giuseppe Pasini (presidente del Gruppo Feralpi) in qualità di presidente di AIB, l’associazione degli industriali bresciani.

«Industria 4.0 – ha commentato Pasini – rappresenta un cambiamento culturale all’interno delle nostre imprese e lo conseguiremo solo grazie ai giovani. Investire nei giovani significa investire nel futuro delle nostre imprese. Per troppi anni imprese e scuola non si sono parlate, ora la situazione sta finalmente cambiando. Le imprese devono dire chiaramente di quali profili hanno necessità e la scuola deve rispondere con un’offerta formativa adeguata». 
«Solo così – ha aggiunto – potremo traghettare le nostre imprese attraverso i cambiamenti che ci aspettano nei prossimi 10/15 anni. È il territorio che assorbe l’occupazione e solo adeguando la formazione alle necessità del territorio potremo combattere efficacemente la disoccupazione. 
Guardiamo alla Germania, a quei paesi che prima di noi hanno saputo rispondere efficacemente a queste necessità. Solo così aiuteremo le imprese ma soprattutto i giovani, le loro famiglie e il territorio».

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Il tavolo dei relatori. Da sinistra: Gelmini, Tardani, Aprea, Pasini e Poggio

Leggi gli articoli in rassegna stampa:
Corriere della Sera
Giornale di Brescia
Bresciaoggi

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